Friday, i’m in love

ioeteIl venerdì è il giorno più bello.

È il giorno del sarà e intanto godiamocela, il giorno in cui ci si scrolla la fatica di dosso e se ce n’è ancora un poco da fare, la si affronta a cuor più leggero.

È il giorno del facciamo più tardi che tanto domani non si va a scuola, il giorno dell’acqua con le bollicine, della birra per mamma e papà, delle patatine e di altre schifezzette.

È il giorno che se è inverno e piove, si cena sul divano mentre guardiamo un film e ci copriamo tutti con la copertina ed il tuo posto è in mezzo.

È il giorno che quando inizia a fare un po’ più caldo si sceglie di stare al tavolino fuori anche se tira un po’ di vento, perché c’è voglia di Continua a leggere “Friday, i’m in love”

Il meglio della settimana.

alicefiore-Mamma, lo sai come si chiama la mamma di Giulia?

-No, amore, come si chiama?

Si chiama Mamma CARNE.

-Come amore?

Ho detto Mamma CARNE!

-Ma no amore, mi sa che non è Carne il nome della mamma di Giulia ma Carmen!

Ah si, è vero era CARNEN !


Mamma lo sai che al lupo piacciono i capretti più dei porcellini?

-Davvero amore?

Si, i lupi mangiano i capretti freschi al punto giusto! Continua a leggere “Il meglio della settimana.”

E tu chi sei?

alice orologio“E tu chi sei?”

“io non saprei dirlo al momento, signore.

Cioè, so chi ero stamattina al momento di alzarmi dal letto,

ma credo di essere cambiata più volte da allora …” (Alice nel paese delle meraviglie )

A tutti quei bambini a cui è stato negato il tempo per cambiare…

Come quando non mi chiami (quasi) più.

alicecampanaE poi tutt’un tratto giochi da sola.

S O L A

Delle mezz’ore intere senza chiamarmi.

Sola a giocare a campana con altri nani, “perché i grandi no, non li vogliamo!”

Sola a cercare altri bambini…mica me!

Sola, perché “scusa mamma tu vai a fare le tue cose che noi abbiamo da fare cose importanti”.

Ed io rimango lì, impacciata, quasi incapace di gestire questa improvvisa libertà.

E non mi pare vero di poter sorseggiare una birra senza continue interruzioni.

O di chiacchierare amabilmente con un altro essere umano, senza il sottofondo della tua voce che reclama attenzioni.

O di dover fare semplicemente niente a parte controllarti per riportarti a casa tutta intera.

Poi all’improvviso : “MaaaaaMMaaaaa”

Eccallà

Dimmi amore hai bisogno di me? Vuoi giocare con mamma? Ti stai annoiando?

“No voglio solo l’acqua”.

Tiè!

Come passare dall’essere indispensabile come l’ossigeno a semplice dispensatrice d’acqua dall’oggi al domani.

 

 

 

 

Quanta fretta ma dove corri???

 Siccome sono gggiovane, e siccome ormai Alice sfreccia a velocità sostenuta, ho comprato anch’io un monopattino per starle dietro. Ci ho preso gusto e ormai non esco più senza! 😜Una figata pazzesca! (Non la pensano così i miei malleoli ridotti in poltiglia a causa degli innumerevoli scontri con il bordo duro e tagliente della pedana 😵)

e voi? come inseguite  ehm, seguite  le vostre creature???

Vietato non toccare – Munari al Muba

E finalmente ci siamo stati anche noi!

E sia io che Sua Piccolezza siamo rimaste moooolto soddisfatte dell’esperienza fatta!

La mostra-gioco inizia su un gran tappeto rosso, qui dopo una breve introduzione ci si divide in gruppi a seconda del colore assegnato alla biglietteria e quindi ogni gruppo parte con l’esplorazione e la scoperta di uno dei quattro momenti in cui si divide la mostra accompagnati da simpaticissime guide che introducono ogni esperienza.

munari1 copiaNoi abbiamo iniziato da“Toccare con gli occhi e vedere con le mani” un’istallazione di dieci scatole in legno dall’apertura ovale, nelle quali si entrava per scoprire cosa c’era all’interno, ogni scatola è diversa dalle altre quindi si compie un vero viaggio sensoriale passando dal morbido al duro, dal freddo al caldo, dal comodo allo scomodo,  dal liscio al ruvido, dal buio alla luce, dal profumo alla puzza. Sicuramente il momento più fisico e liberatorio del percorso, i bimbi correvano da una scatola all’altra elettrizzati dall’esplorazione, commentando quello che avevano scoperto  e ritornando più volte nelle loro scatole preferite! Vestitevi comodi perché Continua a leggere “Vietato non toccare – Munari al Muba”

Blu

 

occhioInterno bagno ore 8:20 am.

-Mamma, perché non mi chiamo Blu?

-????

-Si, perché io non mi chiamo Blu? Non lo sapevi quando sono nata, che il mio colore preferito era il Blu???

-Ehm… No amore ancora non lo sapevo..

-E perché  la mamma e il papà di Viola lo sapevano invece??!!!

(Rumore delle mie unghie che cercano di aggrapparsi disperatamente allo specchio)

-Ma sei sicura che il colore preferito di Viola sia proprio il Viola? Continua a leggere “Blu”