5 anni

 

IMG_02025 anni ci entrano tutti in una mano, quella che ancora mi stringi forte mentre passeggiamo.

Ultimamente mi chiedo per quanto ancora basteranno le mie braccia per farti trovare la pace.

Mi sembra che questo “nostro” tempo sia destinato a finire presto.

Nel frattempo mi godo il tuo cammino, spontaneo e placido verso la conquista di nuove autonomie.

Scopro una tua nuova sensibilità verso il mondo e nei confronti delle persone che ti circondano, che ti rende più vulnerabile ma allo stesso tempo ti regala una nuova consapevolezza: so chi sono e cosa voglio e so anche quando non ti voglio, mamma.

Ogni giorno quindi, provo ad allenarmi un po’ per lasciarti andare, Continue reading “5 anni”

Come me, tanti anni fa…


… per me era la casa della nonna, per te è quella del nonno, la stessa voglia di uscire in giardino appena sveglie, di spalmarci sulle mattonelle a disegnare, di correre sotto le lenzuola stese ad asciugare riempiendosi le narici del profumo del bucato.

#tbt #childhoodmemories

Teniamoci forte.

teniamociforteQuando diventi madre lo sei di tutti i bambini del mondo, non solo del tuo.

Quando diventi madre la natura, che sa fare bene il suo lavoro,  ti rende vigile e inquieta, capace di captare il pericolo anche quando nessuno intorno a te sembra avvertirlo, ti regala risorse e forze che non avresti mai creduto di possedere. Tutti i tuoi ormoni, i nervi, le sinapsi, i muscoli, lavorano per uno scopo comune: difendere, proteggere e far sopravvivere quel pezzo di te che hai reso al mondo. Continue reading “Teniamoci forte.”

Sveva

alicetendaE dopo Pippo vorrei raccontarvi di Sveva.

Parecchi bambini hanno degli amici immaginari.

Noi abbiamo iniziato con due cavallini, uno rosso e uno blu che un giorno ci hanno seguite fino a casa e sono rimasti con noi per qualche mese, prediligevano il nostro divano per fare la nanna e andavano matti per le passeggiate.

Poi un giorno è arrivata Sveva, una bambina piccola. Solo che non è propriamente un’amica immaginaria….. è  una figlia immaginaria.

La tua.

Quindi è la mia nipote immaginaria perché, ça va sans dire, io sono sua nonna. Continue reading “Sveva”

I’m so glade to have you, ma almeno in bagno lasciatemi in pace!

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Chi non fa pipì in compagnia o è un ladro padre o una spia zia.

Ricorre ormai il quarto anniversario del mio coatto rapporto promiscuo e affollato con la stanza da bagno.

Porte spalancate, spettatori entusiasti e tifosi, fuitine che i record di Bolt a confronto sono grasso che cola.

Se per caso riesco ad organizzare tutto e ritirarmi in toilette, è certo che in quel momento riescono a concentrarsi tutti i bisogni dell’universo, primordiali e non:

 

Mamma ho sete/fame

Mamma mi prude dietro la schiena

Mamma mi scappa pure a me

Mamma se vuoi posso stare con te, ti tengo la manina

Mamma ti devo dire una cosa troppo importante

Mamma papà non trova il mio pigiama 

Mamma non trovo papà

Mamma ti ricordi quella volta che siamo andate nello spazio ed io guidavo l’astronave

Mamma come faceva quella canzone di quando ero piccola?

Mamma vuoi vedere come salto dal tavolo??

Mamma ce lo dai un bacino???

Mi fermo qui ma potrei continuare ad libitum, come questa situazione, temo.

Nel cuore

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luglio 1976

Sono dodici anni che non possiamo più abbracciarci, eppure continui ad esserci. Mi sono ritrovata a cantare, dire e raccontare a mia figlia quello che cantavi, dicevi e raccontavi tu a me, seguendo il filo della memoria e di caldi, rassicuranti ricordi.

Grazie a te sto riuscendo ad affrontare, far conoscere e spiegare ad Alice uno dei concetti più difficili da comunicare ad un bambino, a parlare della morte con la dolcezza, la delicatezza, l’amore la naturalezza e la tristezza necessari.

Grazie a te ho chiuso il cerchio rispondendo a quelle domande che erano ancora senza risposta anche per me:

“Mamma, dove ero io quando non ero nata?  Continue reading “Nel cuore”

Liberate i Gessetti 

img_3214Non sono solita fare questi post domanda, ma sono rimasta interdetta, arrabbiata e basita  (la verità è che ho un veleno che non ce se crede) da quello che mi è capitato e ho bisogno di confrontarmi per capire.

I fatti:

Io, Giorgio e la mamma di un’amica di Alice siamo seduti al tavolino all’aperto di un bar vicino casa a fare un aperitivo, poco distante (2-3 metri al massimo) Alice e la sua amichetta giocano con i gessetti colorati disegnando sul marciapiede antistante un passo carrabile. Arriva un uomo di mezza età che dopo aver citofonato al portone accanto si rivolge alle bambine in maniera molto rude e violenta esortandole a smetterla immediatamente, andare a sporcare i marciapiedi sotto casa loro e definendole maleducate.

Le bambine raccolgono i gessetti spaventate e si dirigono verso di noi, io intanto scatto in piedi col sangue agli occhi, ancora incredula che sia successo veramente che un adulto abbia sbraitato in quella maniera violenta e ingiusta contro due bambine di 4 e 6 anni che disegnavano cuori sul marciapiede con dei GESSETTI, non con vernice o spray ma con degli innocui lavabilissimi G-E-S-S-E-T-T-I. Continue reading “Liberate i Gessetti “