Come quando faccio la lista dei buoni propositi.

La mia parola 2018 è un verbo, perché farò di tutto affinché sia un anno in divenire, un anno di svolte e trasformazione. Questo verbo è RESISTERE, e siccome ho grandi ambizioni 😜proverò a declinarlo in tutte le lettere dell’alfabeto.

RESISTERE:

All’ Abbattimento

Alle Brutte giornate

Ai Crolli

Alle Delusioni

Agli Entusiasmi facili

Alla Frustrazione

Alla Gelosia

All’ Hangover

Alla Impazienza

Alla Lunaticità

Alla Maleciana (cattivo umore in leccese)

Alla Noia

All’Orgoglio

Alla Pioggia

Al Questionare

Al Rimandare

Alla Smània

Alla Tristezza

All’ Uggiosità

Alla Volubilità

Allo Zucchero

Punto.

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Come quando sparisco per due giorni 

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Michael Lockley,me and Lucky Blue Smith

Due volte all’anno sparisco per due giorni. Ho il privilegio di partecipare alla realizzazione della sfilata uomo di Etro, quindi dopo una settimana di lavoro in show-room arriva il momento delle prove  e della sfilata, ciò significa  uscire di casa la domenica mattina, tornare in serata una volta finite le prove (intorno a mezzanotte), uscire il lunedì mattina presto e ritornare a sera scarichi e svuotati come dopo l’esame di maturità, (giusto per rendere l’idea) il tutto per 8 minuti  e 44 secondi di show!

Sono due giorni di adrenalina pura, e di concentrazione massima per fare in modo che Continua a leggere “Come quando sparisco per due giorni “

Come quella volta che sono partita per lavoro.

io&teMille pensieri, ansie, sensi di colpa e dubbi.

Mille paranoie ed erano tutte mie.

Tu, non hai fatto una piega.

Come al solito mi hai stupita: quando ti ho detto che sarei dovuta partire per lavoro mi hai aiutato persino a fare la valigia:

“Mamma, non ti dimenticare le mutandine e il pigiamino.”

“Mamma, portati un giochino.”

Qualche bacio e abbraccio in più al momento della partenza, niente di più lontano dagli scenari apocalittici che mi ero immaginata. Continua a leggere “Come quella volta che sono partita per lavoro.”

Come quando poi sei tu che mi consoli.

Poi ci sono quei giorni un po’ così, in cui non ti sopporti da sola, fuori piove e magari sono anche tre giorni che siamo chiuse in casa per una malattia x.

Giorni umidi, accartocciati e scomodi in cui sai che è meglio stare sola , ma sola non puoi stare. Giorni insoddisfatti in cui la smania di cambiamento ti divora e l’inquietudine si impossessa di ogni singola cellula.

Giorni stanchi, che ti rimproverano di esserti messa da parte per troppo tempo, di aver sacrificato troppo te stessa perché tutto andasse alla perfezione per gli altri.

Giorni amari perché quando cerchi di dare sempre il massimo le cadute fanno più male.

Giorni che quando capitavano in passato, li affrontavo evitando il contatto con ogni essere umano, facendo delle lunghe camminate solitarie che solitamente mi scaricavano un po’.

Giorni sporadici per carità, ma che adesso non mi posso permettere perché ci sei tu che hai bisogno di attenzioni e, sopra ogni cosa, non centri niente con i miei malumori. IMG_4321

Ma nonostante i tentativi di dissimulare il mio vero stato d’animo e gli sforzi per sembrare tranquilla, sono comunque meno serena, meno disponibile a giocare e la mia pazienza è sotto la soglia di allarme. Di contro, tu che mi conosci come le tue tasche, avverti la mia ‘assenza’ e cupezza e chiedi più attenzioni del solito.

Allora io cerco di tenermi al guinzaglio ma so già che sto solo Continua a leggere “Come quando poi sei tu che mi consoli.”

Come quando te la chiami, ovvero il teorema  della febbre. 

Dati 365 giorni all’anno, quante possibilità ci sono che tua figlia si ammali e si svegli in piena notte con la febbre esattamente il tuo primo giorno di lavoro che coincide anche con l’unica serata free che tu e il papà vi concedete all’anno???

Eppure lo sapevo che Continua a leggere “Come quando te la chiami, ovvero il teorema  della febbre. “